30 Ottobre 2015 - 22 Novembre 2015 Mostra

#grandeguERra. L'Emilia-Romagna tra fronte e retrovia

Biblioteca Gambalunga

Rimini

Emilia-Romagna

L'iniziativa itinerante - destinata a circuitare nelle diverse città della Regione – dopo la prima tappa presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ed a seguire presso il Liceo A. Moro di Reggio Emilia, il Museo Civico del Risorgimento di Bologna, la Pescherie della Rocca di Lugo e il Salone Comunale di Forlì, la Biblioteca Malatestiana di Cesena approda alla Biblioteca Gambalunga di Rimini dal 30 ottobre-22 novembre 2015.

Voluta dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna in occasione del centesimo anniversario della Grande Guerra, è stata realizzata dall'Istituto per la storia e le memorie del '900 Parri Emilia-Romagna, in collaborazione con il Museo civico del Risorgimento e con la rete degli Istituti storici dell'Emilia-Romagna, e con la partecipazione di Clionet, associazione di ricerca storica e promozione culturale.

Articolata in 25 pannelli, la mostra, curata da Mirco Carrattieri, Carlo De Maria, Luca Gorgolini e Fabio Montella, racconta in modo semplice ma approfondito l'importante ruolo dell'Emilia-Romagna come “cuore pulsante” delle retrovie italiane durante la Prima Guerra Mondiale. L'esistenza di una vasta e ramificata rete assistenziale e sanitaria, che fece dell'Emilia-Romagna una vera e propria "regione ospedale"; quella di importanti istituzioni e presidi militari, di industrie grandi e piccole convertite a fini bellici, dei campi di prigionia per i militari austro-ungarici (e, al termine del conflitto, dei centri di raccolta per gli ex prigionieri di guerra italiani); la presenza dei profughi friulani e veneti; il ruolo delle associazioni di mutilati e di combattenti, vengono documentati attraverso un linguaggio chiaro e l'uso di immagini, in parte inedite.

Non viene dimenticato il peculiare contesto emiliano-romagnolo, da sempre caratterizzato da una vivace dialettica politica: gli anni della guerra, ad esempio, sono anche quelli in cui il sindaco Francesco Zanardi faceva di Bologna un laboratorio del riformismo socialista, configurando i prodromi di un più moderno welfare locale.

Nel corso del 2015, in occasione del centesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, il Museo civico del Risorgimento di Bologna ha programmato anche una campagna di raccolta di immagini fotografiche e documenti autobiografici conservati presso le famiglie emiliano-romagnole. I materiali, una volta digitalizzati e inventariati, andranno a costituire un fondo archivistico di assoluto valore che sarà disponibile presso la Biblioteca del museo (via de' Musei 8) ma anche consultabile on line.

L’ Emilia Romagna venne infatti interamente e pesantemente coinvolta nella prima guerra «tecnologica e industriale» della storia: quasi 500 mila furono i mobilitati, oltre 50 mila i caduti, 1.837 i decorati; in seguito alla rotta di Caporetto, poi, tutte le province emiliano-romagnole vennero dichiarate «zona di guerra»: anche Rimini, Ravenna e altri centri dell'Adriatico subirono bombardamenti.