1 Settembre 2015

La Grande Guerra nella Valnerina e nello Spoletino

Cascia

Umbria

Al via un progetto del Consorzio BIM -Valnerina Cascia per il Centenario della Grande Guerra

«In guerra avanti tutto si muore, poi si combatte, poi si vince o si perde e da ultimo appena c’è la speranza di poter sopravvivere feriti o incolumi». È la prima impressione al fronte del triestino Giani Stuparich che nel suo taccuino annota la sua esperienza di guerra dell’anno 1915.

Parole altrettanto toccanti e profonde si trovano nelle memorie e nelle lettere che i soldati in grigio-verde della Valnerina e di Spoleto inviarono dal fronte alle proprie famiglie, alle madri, alle mogli, ai figli per descrivere la quotidianità che si viveva durante la Prima guerra mondiale, il conflitto che ha cambiato la vita di milioni di persone e  il futuro dell’Europa e del mondo.

Un patrimonio di scrittura popolare, di fotografie inedite, di cimeli, di memorie di famiglia che, in occasione del centenario della Grande Guerra, il consorzio BIM di Cascia  (Bacino Imbrifero Montano del ‘Nera e Velino’ in provincia di Perugia)  intende far uscire dall’oblio e valorizzare attraverso un articolato progetto che consentirà di ricordare su quali sofferenze si fondano la nostra indipendenza, la nostra libertà e il nostro benessere.

Per Egildo Spada, presidente del Consorzio BIM-Cascia, il centenario del Primo conflitto mondiale è una grande occasione per riscoprire attraverso le testimonianze lasciate dai nostri nonni e bisnonni la storia del territorio ma anche per attivare ricerche sui soldati che sono stati protagonisti di quell’immane conflitto. In Valnerina e nello Spoletino non fecero ritorno 1063 soldati:  essi sono ricordati uno ad uno nel freddo marmo dei monumenti sorti subito dopo il conflitto con l’obiettivo di  metabolizzare quel grande lutto collettivo. Il progetto del BIM-Cascia vuole ridare a quei nomi una storia, vuole ricostruire la dignità di quegli uomini ricomponendo per ognuno, attraverso un paziente lavoro di ricerca storica, una scheda anagrafica che verrà arricchita con i materiali tratti dagli archivi ufficiali e messi a disposizione dalle famiglie, dai collezionisti, dalle associazioni. Non a caso questo progetto ha già ottenuto l’adesione di associazioni culturali, di numerosi istituti scolastici e persino dell’Ӧsterreichisches Schwarzes  Kreuz, la Croce Nera d’Austria, l’associazione che collabora con il ministero della difesa austriaco con lo scopo di mantenere viva la memoria dei militari caduti nei conflitti mondiali. Una adesione significativa che evidenzia come il  progetto è disponibile ad aprirsi anche ai contributi che verranno da altre parti d’Italia e d’Europa.

«Il nostro obiettivo - afferma il presidente Egildo Spada – è non solo tutelare le vestigia della Grande Guerra ma anche creare un archivio virtuale che raccolga la memoria di questo lembo dell’Umbria, lontana dal fronte ma, comunque, toccata nel profondo da quegli eventi che non hanno più testimoni diretti.  L’archivio si sta sviluppando nel tempo grazie al contributo dei cittadini, delle famiglie, degli storici, delle scuole e soprattutto delle giovani generazioni; sarà accessibile liberamente e costituirà un utile supporto per stimolare la memoria storica ma anche per portare nuova luce sulla necessità della convivenza tra i popoli europei. Tutto il materiale raccolto, i documenti, le attività didattiche, le pubblicazioni, le memorie di famiglia confluiranno nel sito “Per non dimenticare… La Grande Guerra nella Valnerina e nello Spoletino” che verrà attivato  a partire dall’ottobre del 2015». 

Contemporaneamente è previsto l’avvio del  censimento e, se necessario, il restauro dei monumenti, lapidi, cippi, parchi e viali della Rimembranza legati alla Grande Guerra  presenti in tutti i comuni e in molte frazioni della Valnerina e dello Spoletino. Queste vestigia, infatti, pur conservando la memoria di un popolo e il ricordo di un’epoca, trasmettono ancora  un messaggio  di pace e di fratellanza. Tutelare e valorizzare queste vestigia –  anche se prive dell’eccellenza dei veri e propri beni culturali –  significa salvaguardare testimonianze costitutive dell’identità collettiva e del patrimonio sociale locale.

Il progetto del consorzio BIM, partito nel 2014, ha già all’attivo un ricco calendario di eventi: a Cascia, nel novembre scorso, alla presentazione del libro ‘L’irto sentiero ovvero le mie memorie’ dell’artigliere  Giuseppe Capoccetti – curato da Rita Chiaverini ed Egildo Spada – ha preso parte il Senatore Franco Marini, Presidente del Comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale che ha incoraggiato ad andare avanti al fine di ampliare la conoscenza di un evento che non deve far accantonare il passato ma, al contrario, deve essere un monito per diffondere una cultura di pace e un instancabile impegno quotidiano finalizzato a superare diffidenze ed ingiustizie e a tenere lontano dalle nostre comunità lo spettro dei conflitti.  Numerosi  gli incontri con gli studenti dell’istituti comprensivi di Norcia e di Cascia o le lezioni presso l’Uniauser, l’università della terza età che ha consentito al BIM di acquisire notevole materiale che verrà inserito nel sito e, nei prossimi anni, attraverso mostre itineranti, verrà presentato nei diversi comuni della Valnerina e nel territorio di Spoleto.

Per quanto riguarda gli eventi editoriali, il prossimo appuntamento è previsto a Cerreto di Spoleto, nel novembre prossimo, dove verrà presentato il libro curato da Rita Chiaverini “Mia cara mamma ti bacio forte forte e di chiedo la Santa Benedizione” contenente l’epistolario di Alessandro De Nobili, telegrafista diciottenne disperso sul monte Grappa nel luglio del 1918.