10 Ottobre 2017 Pubblicazione

LA GUERRA ESPOSTA

Sala del Minor Consiglio a Palazzo Ducale

Genova

Liguria

Presentazione del volume 'La guerra esposta' Il primo conflitto mondiale nelle raccolte del Museo delle Guerre d’Italia

Raffaella Ponte, Carlo StiacciniStefano Termanini EditoreIntervengono:Elisa SerafiniAssessore al Marketing territoriale, Cultura e alle Politiche per iGiovani - Comune di GenovaCristiana Benetti AlessandriniDirigente Settore Musei e Biblioteche - Comune di GenovaFrancesca ImperialeSoprintendente Archivistico e Bibliografico della Liguria - MiBACTDialogano con gli Autori:Luca Borzani, Caterina Olcese Spingardi, Andrea Plebe  

Il volume raccoglie i risultati dei percorsi di recupero delle collezioni, di riordino e inventariazione degli archivi e degli interventi di restauro di documenti e cimeli relativi alla Grande Guerra in oggi conservate presso l’Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento.

Un patrimonio formatosi a partire dall’entrata nel conflitto dell’Italia, quando il Comune aderì alla richiesta avanzata dal Ministero dell’Istruzione, attraverso il Comitato nazionale per la storia del Risorgimento, di raccogliere “le testimonianze e i documenti storici sull’attuale guerra per la compiuta liberazione dell’Italia”, e che proseguì negli anni successivi fino a tutti gli anni Sessanta del Novecento, con alterne vicende e tentativi di ordinamento museale; un percorso travagliato, ampiamente condizionato dagli eventi politici e bellici degli anni successivi al primo conflitto mondiale.

La narrazione visiva della guerra è contenuta nelle raccolte iconografiche, ragguardevoli sia per la quantità dei materiali sia per la pluralità di tipologie: dai dipinti e disegni degli artisti-soldato, alle fotografie realizzate sui fronti di guerra e sul fronte interno, nelle città, nei luoghi di assistenza e nelle industrie, ai manifesti prodotti dai comuni per rendere note le disposizioni circa gli approvvigionamenti, i razionamenti, le direttive per la sicurezza, la chiamata alle armi, il censimento dei profughi, le esequie e le celebrazioni dei caduti. Altrettanto numerosi quelli di propaganda firmati da artisti di chiara fama provenienti dal mondo della pubblicità commerciale e abituati a ‘parlare’ al grande pubblico, che seppero tradurre i messaggi di una rinnovata pedagogia patriottica in vere e proprie opere d’arte.