10 Marzo 2016 - 31 Agosto 2016 Mostra

La prigionia di guerra in Italia. Il Campo di Concentramento di Fonte D'Amore a Sulmona e la formazione Cecoslovacca, 1915 - 1919

Viale S.Antonio - 30

Sezione Archivio di Stato

Sulmona (AQ)

Abruzzo

La mostra fotografica e documentale sarà inaugurata contestualmente all’inizio dei lavori seminariali e sarà visitabile fino al 31 agosto 2016. Il materiale esposto comprende documenti conservati presso la Sezione di Sulmona dell’Archivio di Stato e riproduzioni di documenti conservati presso altri archivi civili e militari. Per gentile concessione dell’Ateneo delle Scienze e delle Arti di Bergamo, saranno esposte alcune riproduzioni fotografiche relative alla presenza dei Legionari nel Campo di Fonte d’Amore durante la Prima guerra mondiale. 

 

Il seminario In occasione delle celebrazioni della Grande Guerra e in vista del Centenario della dichiarazione d’Indipendenza della Cecoslovacchia (28 ottobre 2018), saranno presentati i primi risultati di una ricerca, tuttora in corso, sul Campo di Concentramento per prigionieri di guerra a Fonte d’Amore e sulla Legione Cecoslovacca. Oltre agli apporti di studiosi italiani, sono previsti diversi contributi da parte di ricercatori provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Repubblica Slovacca.  L’obiettivo di questo incontro è quello di evidenziare le cause e l’evoluzione della questione nazionale cecoslovacca, i rapporti tra la Legione e il Governo Italiano durante le fasi più concitate della Prima guerra mondiale e il ruolo del Campo di Concentramento di Fonte d’Amore nella formazione dei Legionari.  

 

Il contesto storico di riferimento: Sulmona e i prigionieri di guerra austro-ungarici tra il 1916 ed il 1920Il 20 gennaio del 1916, a Sulmona, in località Fonte d’Amore, iniziò la costruzione di un campo per il concentramento dei prigionieri di guerra; uno dei 108 luoghi di internamento sparsi sul suolo nazionale che, come quello della vicina città di Avezzano, risultò essere, per estensione, capienza e funzioni, tra i più importanti d’Italia. Secondo il progetto degli addetti del Genio militare, sia il campo di Fonte d’Amore che quello del capoluogo marsicano avrebbero potuto ospitare fino a diecimila prigionieri e oltre un migliaio di soldati italiani addetti ai servizi di guardia. Tra il 1916 ed il 1919 a Sulmona transitarono diverse migliaia di soldati appartenenti ai gruppi nazionali che costituivano l’Impero della Duplice Monarchia. Secondo i dati anagrafici dei 389 prigionieri deceduti a Sulmona, di cui la quasi totalità nell’infermeria del campo di Fonte d’Amore, è stato possibile tracciare un profilo, seppur provvisorio, degli internati che in quegli anni occuparono le baracche ai piedi del Monte Morrone. Oltre alle nazionalità più rappresentate per numero di prigionieri internati, come nel caso dei cechi, degli ungheresi e dei romeni, al campo di Fonte d’Amore furono rinchiusi: slovacchi, bosniaci, sloveni, galiziani dell’Europa orientale, soldati provenienti dalla Bucovina, polacchi, austriaci e tedeschi. I prigionieri di Fonte d’Amore rappresentavano almeno 12 differenti comunità linguistiche e un ricco patrimonio etno-confessionale; oltre alla religione cristiano-cattolica, la più rappresentata per numero di credenti, è stata accertata la presenza di fedeli di rito cristiano-ortodosso, di protestanti, di musulmani, di ebrei, e di alcuni movimenti cristiani particolari come l’Unitarianismo.  

 

I Legionari Cecoslovacchi a Fonte d’AmoreDall’8 al 10 aprile 1918, a Roma, in una delle sale del Campidoglio, si tenne il Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero Austro-ungarico. Il risultato più importante scaturito dall’incontro romano fu ufficializzato il successivo 21 aprile con la ratifica del Patto di Roma; secondo le clausole degli accordi, il Ministero della Guerra italiano riconosceva ufficialmente alla costituenda Legione Cecoslovacca lo status di esercito co-belligerante nella guerra comune contro l’Impero austro-ungarico. La Legione fu fondata con lo scopo di combattere al fianco dei soldati italiani per l´indipendenza di quei territori che avrebbero costituito la futura Repubblica di Cecoslovacchia, Stato comune dei cechi, degli slovacchi e di altri gruppi nazionali della Regione. Dal mese di febbraio del 1918 fino alla ratifica dei Trattati di Pace, i prigionieri di nazionalità ceca e slovacca furono accolti principalmente nel campo/deposito di Fonte d’Amore a Sulmona. Qualche mese prima, il Campo era stato scelto come “deposito” per il reclutamento, l’addestramento e lo smistamento dei prigionieri cechi e slovacchi che avrebbero dichiarato la propria lealtà alla causa nazionale per l’indipendenza della propria patria, pur conservando alcuni settori per gli altri internati comuni. Durante l’estate del 1918, a Sulmona fu censita la presenza di circa 7700 prigionieri; tra questi, molti furono coloro che decisero di arruolarsi nella Legione Cecoslovacca. La collaborazione tra l’Esercito regio italiano e le due divisioni militari che nacquero dall’esperienza dei Legionari contribuì in maniera decisiva alla nascita della Cecoslovacchia, avvenuta ufficialmente il 28 ottobre del 1918, in seguito alla solenne dichiarazione d’Indipendenza celebrata a Praga.  

  

PROGRAMMA DEL 10 MARZO 2016

 

 Ore 09.30 Saluti istituzionali.

Saluti di S.E. Hana Hubáčková, Ambasciatore della Repubblica Ceca presso lo Stato Italiano, e di S.E. Ján Šoth, Ambasciatore della Repubblica Slovacca presso lo Stato Italiano.

Apertura dei Lavori

Moderatore: Enzo Fimiani, Direttore della Biblioteca Provinciale di Pescara

 

Prima Sessione, prima parte:

 La nascita di un’idea: la formazione della Legione Cecoslovacca in Italia;

 

Francesco Caccamo, Professore di Storia dell’Europa orientale. Università degli Studi Chieti-Pescara                                                             

L'Italia, la questione cecoslovacca e la Grande Guerra

 

Jozef Špánik ,  Consigliere, Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma                                                                                   

Il Presidente Tomáš Garrigue Masaryk e le Forze armate cecoslovacche

 

 

Petr Čížek , Associazione dei Legionari Cecoslovacchi

L’equipaggiamento delle unità volontarie cecoslovacche in Italia tra il 1917 ed il 1918.

 

 

 

Prima Sessione, seconda parte:

Biografie

 

Jana Croy, Museo di Arte Decorativa, Praga

Un sacerdote ceco in guerra – L’eroico destino del cappellano militare P. Eduard Stumpf

 

Tomáš Rusek, Università degli Studi di Opava (Rep. Ceca)                                                              

L’eroe nazionale Jan Čapek, falcone (sokol) e legionario, e il Corpo volontario cecoslovacco

 

Ore 11.00 Pausa caffè

 

Ore 11.15: Seconda Sessione, prima parte:

La riscoperta del passato comune tra i Paesi Cechi (Boemia, Moravia e Slesia) e la Slovacchia.

 

Ferdinand Vrábel,   Istituto di Scienze Politiche dell'Accademia Slovacca delle Scienze.

Gli slovacchi nella Legione Italiana e la loro partecipazione nelle battaglie per la Slesia di Cieszyn (Tešínsko) e la Slovacchia nel 1919.

 

Jan Lehner, Museo della Boemia Occidentale, Plzeň (Rep. Ceca)                                                                              

I legionari cecoslovacchi della Boemia occidentale e il loro riscontro nelle collezioni del Museo della Boemia occidentale e del Museo di Dr. Bohuslav Horák

 

Petr Brestovanský, Museo di Liberec e Fondazione Archa 13

 

Il Campo di Prigionia della Prima guerra mondiale di Liberec (campo di internamento per prigionieri italiani e russi)

 

Seconda Sessione, seconda parte:

Sulmona e il Campo di Concentramento di Fonte d’Amore nelle testimonianze archivistiche:

 

Roberto Carrozzo, Sezione di Sulmona dell’Archivio di Stato dell’Aquila                                        

Il 1915 a Sulmona. Tra terremoto ed entrata in Guerra.

 

Mario G. Salzano, Università degli Studi di Teramo.                                              

Il Campo di Concentramento per prigionieri di guerra di Fonte d’Amore e la Legione Cecoslovacca.

 

Ore 12.30: Conclusione dei lavori

Ore 12.45- 14.00 Pausa pranzo

Ore 14.15-14.45 Visita all’ossario che conserva i resti dei soldati e prigionieri cechi e slovacchi

Ore 15.00-16.30 visita all’ex Campo di Concentramento per prigionieri di Guerra di Fonte d’Amore