9 Novembre 2016 Spettacolo

Silenzi di Guerra

Teatro Puccini

Via delle Cascine, 41

Firenze

Toscana

Un toccante spettacolo teatrale, ispirato a una storia vera, sul rapporto tra padre e figlio sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale. Mercoledì 30 novembre 2016 ore 21.00 serale, ore 10.30 matinée per le scuole,

 Nell’ambito del programma ministeriale per le celebrazioni del centenario della Prima GuerraMondiale, l’attore e regista Renato Raimo porta in scena il 30 novembre al Teatro Puccini diFirenze Silenzi di Guerra, un toccante spettacolo teatrale che racconta il rapporto tra padre efiglio sullo sfondo della Grande Guerra.Protagonista della storia è Franco Ferrara, un professoreuniversitario della Facoltà di Medicina di Pisa che vede il suo unico figlio partire per il fronte.Ispirato a una storia vera, Silenzi di Guerra è un esempio di microstoria all’interno delloscenario globale e tragico della Grande Guerra, una tragedia che - a cent'anni dal suo inizio - èoggetto di nuovi studi. Protagonisti: le paure, le emozioni e i “non detto” tra un padre e unfiglio; ma è anche il silenzio che precede il fragore delle esplosioni e quello immediatamentesuccessivo, la rinuncia a tutte quelle parole che i soldati per paura o per pudore non dicono.“Quello che più mi spaventa, non sono i rumori assordanti e devastanti dei bombardamenti, néle grida angoscianti di dolore dei miei compagni, ma i silenzi infiniti dell'attesa”.Con queste parole, Renato Raimo ci conduce per mano, con umanità e realismo, nei tunnel enelle trincee del primo conflitto mondiale e ce ne fa uscire cambiati lasciandoci un messaggio disperanza: anche la guerra - con le sue tragedie - può essere portatrice di valori.Uno spettacolo che porta sul palco un insolito punto di vista: è l’esperienza della guerra vistacon gli occhi di un padre al quale per ragioni di Stato viene sottratto il suo unico figlio; è ladialettica tra due uomini e due generazioni in un momento cruciale della Storia d’Italia.Silenzi di Guerra è anche il riscatto del ruolo del padre, un “Geppetto” dei giorni nostri cheentra nella balena per riprendersi suo figlio; un uomo che può liberamente esprimere il propriodolore, amaro privilegio da sempre riservato alla donna.  L'attento e approfondito lavoro di ricerca storica condotto da Raimo emerge anche dalla curadei particolari: la divisa portata in scena dal protagonista rievoca, attraverso le sue mostrine, ilcoraggio del 78° reggimento Lupi di Toscana che partecipò con estremo sacrificio alle battagliedell’Isonzo, teatro dove si svolge il racconto di Silenzi di Guerra. La suggestione delle ambientazioniè amplificata dalla presenza in scena del M° Marco Lo Russo che esegue live la colonna sonoradello spettacolo.L’adattamento scenico è diventato un libro “SILENZI di GUERRA”, edito dalla Argo di Roma,che lo ha inserirlo in una collana di testi per l’approfondimento scolastico.